La faccia piena di lividi, il cuore colmo di paura. I poliziotti la trovano così, nella sua casa. Non è stata lei a chiamarli, gli agenti. A fare il 112 sarebbe stata un’amica. Perché lei, la vittima, era paralizzata dal terrore per il suo compagno. Che qualche ora più tardi verrà arrestato in flagranza di reato per stalking. Provvedimento avallato dalla procura e successivamente certificato dal giudice. Ora l’uomo, di nazionalità marocchina, si trova in carcere con l’accusa di atti persecutori (stalking).

Ad innescare la trama è quella telefonata. Decisamente circostanziata. La voce parla chiaramente di "codice rosso", lo strumento normativo del 2019 che velocizza le indagini (inasprendo le pene) per proteggere le vittime di violenza domestica e di genere. La voce al cellulare rincara la dose, sostenendo che la donna "è impossibilitata ad uscire di casa a causa delle violenze e delle minacce del compagno".

Immediato è il sopralluogo dei poliziotti della squadra mobile. Che sul posto indicato trovano la donna col viso tumefatto. Lei stessa alla fine confessa d’essere vittima "da anni" di violenze "fisiche e psicologiche" da parte dell’uomo, nonostante non sia convivente. La vittima viene quindi subito trasferita in una struttura protetta. E intanto sul suo cellulare continuano ad arrivare messaggi di minacce. Poco dopo però per l’uomo scattano le manette, sotto casa della donna.