Redazione
20 maggio 2026 17:47
Dopo la fine della relazione avrebbe iniziato una spirale di comportamenti sempre più insistenti e violenti, fatta di telefonate continue, pedinamenti, minacce e atti ritorsivi. Una condotta che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe generato nella vittima un grave stato d’ansia e paura per la propria incolumità, fino a determinare l’intervento dell’autorità giudiziaria.Nei giorni scorsi, ad Aci Sant’Antonio, i carabinieri della Stazione di Giardini Naxos, con il supporto dei militari della stazione del luogo, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di un 51enne del posto. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica.L’uomo è ritenuto gravemente indiziato dei reati di atti persecutori e danneggiamento, commessi a Giardini Naxos ai danni dell’ex compagna.L’indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata dalla donna, che aveva segnalato come, dopo la decisione di interrompere la relazione, l’ex compagno avrebbe iniziato a porre in essere condotte reiterate e minacciose. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 51enne avrebbe tormentato la vittima con continue telefonate e pedinamenti, arrivando anche a minacciarsi di suicidio e mostrando la foto di una pistola.Nel corso della stessa attività persecutoria, l’uomo avrebbe inoltre messo in atto comportamenti diffamatori e ritorsivi, contattando i familiari della donna — incluso il figlio — con l’obiettivo di isolarla e spingerla a riallacciare i rapporti.La situazione sarebbe poi degenerata nel mese di aprile, quando l’uomo, in evidente stato di alterazione e dopo l’ennesimo rifiuto della ex compagna, si sarebbe presentato presso l’abitazione della donna aggredendola fisicamente: le avrebbe strappato il telefono dalle mani, colpendola con uno schiaffo e spingendola ripetutamente fino a farla urtare contro un armadio.La gravità degli episodi contestati ha portato il GIP a disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, ritenuta necessaria anche per evitare la reiterazione delle condotte e tutelare la vittima.Il provvedimento è stato adottato condividendo l’impostazione della Procura della Repubblica, all’interno del gruppo di lavoro specializzato nella tutela delle vittime vulnerabili.









