MESTRE - Per anni un marito avrebbe trasformato la propria casa di famiglia in un incubo, tra urla, botte, minacce e abusi nei confronti della moglie. Una violenza continua, secondo quanto ricostruito dalla polizia di Stato, culminata nei giorni scorsi in un’aggressione ancora più feroce, quando avrebbe colpito con tutta la propria forza la compagna e avrebbe poi tentato di strangolarla. È a quel punto che la donna, terrorizzata che lui potesse arrivare ad ucciderla, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto, confessando quanto accaduto ad un’amica che l’ha spinta a rivolgersi alle forze dell’ordine. La vicenda arriva da Mestre, dove gli agenti del commissariato hanno eseguito un provvedimento urgente di allontanamento dalla casa familiare nei confronti di un uomo accusato di maltrattamenti e lesioni ai danni della moglie. Per lui, oltre all’allontanamento immediato, sono scattati il divieto di avvicinarsi alla donna e il braccialetto elettronico per controllarne gli spostamenti.
RICHIESTA DI AIUTO A far scattare l’allarme sarebbe stata un’amica della vittima. La giovane donna, dopo l’ennesimo episodio di violenza, si sarebbe rivolta a lei disperata. L’amica avrebbe quindi contattato le forze dell’ordine e convinto la donna a recarsi negli uffici del commissariato di Mestre per raccontare tutto quello che stava vivendo da tempo il prima possibile, assieme a lei. Quando i poliziotti l’hanno incontrata, sul suo corpo c’erano ancora i segni evidenti delle violenze subite: lividi e ferite al volto e al collo, compatibili con il tentativo di strangolamento raccontato dalla vittima. Da lì sono partiti gli approfondimenti investigativi che hanno fatto emergere un quadro ancora più pesante. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, infatti, le aggressioni sarebbero state un episodio tutt’altro che isolato. La donna avrebbe raccontato di maltrattamenti continui, sia fisici che psicologici, andati avanti per molto tempo. Violenze che non si sarebbero mai fermate nemmeno durante le tre gravidanze portate avanti dalla giovane. VIOLENZA ECONOMICA Gli investigatori hanno inoltre accertato che la vittima, madre di tre bambini piccoli e senza un lavoro, sarebbe rimasta intrappolata in quella situazione anche per motivi economici. Non avendo la possibilità di mantenersi da sola insieme ai figli, avrebbe continuato a subire le violenze del marito pur di garantire un sostentamento ai suoi bimbi. Proprio questo aspetto ha spinto il giudice a disporre nei confronti dell’uomo anche l’obbligo di contribuire economicamente al mantenimento dei tre figli, in modo tale da liberare la donna anche dalla violenza economica subita.








