La paura, per lei, era la quotidianità. Messaggi, minacce, richieste di denaro. Sabato 6 ottobre l’ennesimo passo oltre il limite. È finito così, con un arresto, il lungo inseguimento di un 56enne sanremese alla sua ex compagna di un anno più giovane. Da mesi la donna viveva con l’ansia di essere seguita e tormentata. Aveva già chiesto aiuto alla Polizia, più di una volta, e il caso era stato inquadrato nella procedura del Codice Rosso, quella riservata alle vittime di violenza domestica e di genere. Ma l’uomo, nonostante le denunce, non si era fermato. Continuava a minacciarla, a chiedere soldi. L’appostamento sul pianerottolo Sabato mattina lei si è presentata ancora una volta al commissariato di Sanremo. Ha raccontato nuovi episodi, nuovi timori, e ha firmato una nuova denuncia. Poche ore dopo, tornando a casa, lo ha trovato lì. O meglio: lui ha trovato lei. Le è arrivato alle spalle, mentre infilava la chiave nella serratura. L’ha spinta contro la porta e costretta a entrare. Poi, dentro l’appartamento, le ha intimato di ritirare tutto: «Cancella la denuncia», le avrebbe detto con voce minacciosa. La donna, terrorizzata, è riuscita con uno stratagemma a scappare in strada e a chiedere aiuto. Una pattuglia della Squadra Volante l’ha raggiunta poco dopo in via Palma: era scossa, in lacrime, ma sana e salva. L’uomo invece, rimasto nell’appartamento, ha continuato a inveire contro gli agenti fino a quando è stato immobilizzato e portato in commissariato. Dopo l’arresto, disposto per il reato di atti persecutori, il pubblico ministero di turno alla Procura di Imperia ha ordinato il trasferimento in carcere. Il giudice, in seguito, ha convalidato l’arresto e disposto per lui la misura cautelare degli arresti domiciliari. Una storia di ossessione e paura Un’altra storia di ossessione e paura che, per fortuna, si è fermata prima di diventare tragedia. A salvare la donna, ancora una volta, è stata la prontezza di chiedere aiuto. In provincia di Imperia si registrano circa 30 fascicoli al mese per stalking, maltrattamenti, abusi: uno al giorno, aperti dalla Procura per reati contro donne e minori. Chi si sente in pericolo può chiamare il numero nazionale 1522.