Il Manuale di editing, scrittura e redazione editoriale di Salvatore Giordano, pubblicato da Nulla die (pp. 279, euro 19) nella collana Parola per Parola, si offre al lettore non come un semplice vademecum di regole formali o come una tassonomia di interventi redazionali, ma come una riflessione sulla natura del testo, sul valore della parola e sul destino dell’opera scritta nell’epoca della riproducibilità digitale. Pur nascendo come strumento professionale destinato ad autori, redattori, editor, traduttori, giornalisti e operatori del settore, il volume sviluppa infatti una visione più ampia, trasformando la pratica editoriale in occasione di riflessione culturale. Proprio nell’epoca della riproducibilità digitale, il manuale affronta la sfida dell’Intelligenza Artificiale evitando tanto le chiusure apocalittiche quanto gli entusiasmi acritici. Il punto non è negare l’utilità degli strumenti algoritmici, ma riconoscerne il limite fondamentale. Se l’algoritmo può imitare la struttura del segno, produrre testi formalmente corretti e persino replicare registri stilistici differenti, non può possedere quella intenzionalità che costituisce il nucleo dell’esperienza umana della scrittura. Di fronte alla crescente proliferazione di contenuti generati automaticamente, il lavoro editoriale assume così una funzione nuova e insieme antica: custodire la presenza dell’uomo dietro la pagina, distinguere la parola come atto di responsabilità dalla semplice produzione di sequenze linguistiche.
Il segno tracciato e la natura volatile dell’errore | il manifesto
(Cultura) Il Manuale di editing, scrittura e redazione editoriale di Salvatore Giordano, pubblicato da Nulla die (pp. 279, euro 19) nella collana Parola per Parola, si offre al lettore non come un semplice vademecum di regole formali o come una tassonomia di interventi redazionali, ma come una riflessione sulla natura del testo, sul valore della parola









