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Stefano Righi

Si è riaperta (fino a venerdì 3) l’offerta pubblica di scambio sulla banca tedesca, che però potrebbe concludersi anche fra un anno. Così sulla scrivania di Andrea Orcel adesso si fanno spazio i due corposi progetti per crescere in Italia

Senza pausa. Dopo le sei settimane di durata ufficiale e i tre giorni di calcoli e verifiche, l’offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit sulla tedesca Commerzbank ha iniziato lunedì 22 giugno l’ennesima tappa del suo tortuoso percorso.Fino a tutta la prossima settimana, venerdì 3 luglio, i possessori di azioni Commerzbank che non lo hanno ancora fatto potranno aderire all’offerta di Unicredit, alle medesime condizioni iniziali. Ovvero 0,485 azioni Unicredit in cambio di una azione Commerzbank. Uno spazio per i ritardatari, viene spiegato da chi conosce la legge tedesca.

Ma perché chi ha rifiutato di consegnare le azioni ad offerta aperta dovrebbe farlo ora? Per ragioni di convenienza, probabilmente. Perché nelle ultime giornate se si considera il concambio tra i titoli, si vede che l’esplorazione dell’area oltre gli 80 euro ad azione che il titolo Unicredit ha iniziato da qualche seduta, ha portato il premio sul cambio a oltre quel 4 per cento che rappresentava, secondo le affermazioni del ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp, il livello minino da riconoscere alla banca tedesca. Quello che non si è concretizzato in sei settimane, ha preso corpo in queste ultime giornate ed è questa la grande novità: Commerzbank scende, Unicredit sale. Per cui la convenienza aumenta.