Il governo tedesco alza il livello dello scontro con Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, in occasione della riapertura dell’ops su Commerzbank.

Secondo quanto riferito da fonti governative, Berlino non intende aderire all’offerta né tantomeno vendere la propria quota, pari al 13%, nell’istituto di credito con sede a Francoforte e resterà così il secondo azionista.

Questa strategia è volta a bloccare eventuali offerte residuali e delisting promossi da Unicredit, lasciando in tal modo il titolo Commerz quotato in borsa.

La scalata di Unicredit e il controllo della governance Alla chiusura della prima fase dell’offerta la scorsa settimana Piazza Gae Aulenti ha raggiunto il 39,18% effettivo di Commerz.

Sommando anche i contratti derivati con regolamento in azioni (3,22%) e in contanti (13,2%, ma con sottostante sempre in titoli) la quota complessiva dell’istituto italiano arriva al 55,6%, quindi ben al di sopra della maggioranza assoluta.