Milano, 16 mar. (askanews) – UniCredit torna all’attacco su Commerzbank, di cui già detiene una partecipazione del 26% (più un ulteriore 4% tramite derivati), annunciando il lancio un’offerta pubblica di scambio. Nonostante la ferma opposizione del governo tedesco, che resta il secondo azionista con una quota del 12%, del board di Commerzbank e dei suoi dipendenti, Andrea Orcel tenta di uscire dallo stallo, aumentando il pressing sulla seconda banca tedesca con l’Ops, ultimo tassello di un’operazione avviata a settembre 2024.

Se ufficialmente le ragioni dell’operazione sono principalmente di natura tecnica – l’offerta è finalizzata a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in materia di acquisizioni -, strategicamente, la mossa per UniCredit ha l’obiettivo di aprire un dialogo e favorire un confronto costruttivo con Commerzbank e coi suoi principali stakeholder, partendo da un maggior potere negoziale. “Il nostro messaggio a Commerzbank è: ora è il momento di parlare”, ha spiegato il Ceo di UniCredit nel corso di una conference call, assicurando di non mirare ad acquisirne il controllo, non prevedendo di superare in modo significativo la soglia del 30% (con il concambio atteso il premio è solo del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo). Ma Orcel vuole garantirsi flessibilità: se l’Ops consente subito di evitare di aggiustare costantemente la propria quota per rimanere al di sotto della soglia del 30% per evitare che scatti l’Opa obbligatoria, considerato il buyback in corso da parte di Commerzbank, allo stesso tempo permette a UniCredit, una volta conclusa l’offerta, di poter incrementare liberamente la propria partecipazione sul mercato o con altre modalità, senza alcun vincolo o limite.