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16 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 22:04

“Unicredit è tenuta a fare un’offerta di acquisizione, avendo superato la soglia del 30%. Questo è prescritto dal diritto commerciale. Adesso la questione compete ai due soggetti interessati. L’opinione politica del governo è chiara: vogliamo mantenere l’indipendenza di Commerzbank. Ma adesso Commerzbank deve dare una risposta e tutto il resto si vedrà nelle prossime settimane e mesi”. Se non come un’apertura, che non c’è, il commento del cancelliere tedesco Friedrich Merz, all’ultima mossa di Unicredit a Francoforte suona almeno come un “non siamo d’accordo, ma se la vedano loro”.

La banca italiana ha lanciato un’offerta pubblica volontaria di scambio per superare il 30% dell’istituto tedesco che già possiede e avere anche più flessibilità rispetto ai piani di acquisto di azioni proprie di Commerzbank, che comportano fluttuazioni degli italiani da una parte all’altra della soglia rilevante del 30 per cento appunto. “Non puntiamo al controllo, ma a un dialogo costruttivo con Commerzbank e gli altri stakeholder”, ha detto l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, presentando l’operazione agli analisti. “È giunto il momento di dialogare. Ci auguriamo quindi che questa offerta ribadisca questo messaggio e la nostra costante disponibilità al dialogo con la dirigenza di Commerzbank. Rimaniamo convinti del notevole valore che una soluzione concordata potrebbe generare”, ha aggiunto il banchiere spiegando che l’operazione “non presenta svantaggi rispetto all’obiettivo di stimolare un dialogo costruttivo. Il nostro obiettivo con questa operazione è superare la soglia del 30%. Possiamo raggiungerlo solo con un’offerta pubblica di acquisto volontaria che, come previsto dalla legge tedesca, è un’offerta a tutti gli azionisti per il 100% delle azioni. La nostra aspettativa, tuttavia, è di non superare di molto il 30%”.