Unicredit è davvero a un passo dalla conquista di Commerzbank e il suo ad, Andrea Orcel, ragiona già, per così dire, da campione europeo. “Troppe persone continuano a vederci come una banca italiana – ha detto alla ceo conference di Mediobanca che si è svolta ieri a Milano – Lo siamo, ma non lo siamo”. E ha aggiunto che ormai il 55-60 per cento delle attività della banca è fuori dal paese. Allora, si potrebbe dire (ironicamente) che aveva ragione Matteo Salvini, quando, nel giustificare l’arrivo del golden power per Unicredit che voleva scalare Banco Bpm disse che Unicredit non era una banca italiana. In quel caso Salvini si riferiva all’azionariato, costituito per lo più da investitori esteri, Orcel invece ha parlato del perimetro del business. In ogni caso, è una discussione priva di senso finché un gruppo creditizio ha sede in Italia. Ma forse è proprio questo il punto.Non è un mistero che l’operazione su Commerzbank, per quanto ormai Unicredit stia per prenderne il controllo con oltre il 50 per cento del capitale, continua a essere non gradita dal governo tedesco, il quale ha dichiarato che non consegnerà le azioni impedendo di fatto il delisting dell’istituto, che è un passaggio essenziale per la fusione. Qualche osservatore ha interpretato le parole di Orcel come il segnale che lo spostamento della sede in Germania potrebbe essere un’opzione da valutare per arrivare a un compromesso accettabile per i tedeschi. Del resto, Orcel, punta a seguire una rotta panaeuropea: “Nei prossimi cinque anni faremo qualcosa che non si è mai visto prima: competere con il fintech e gli hyperscaler”. Per quanto riguarda altre operazioni sul mercato domestico, Orcel sembra escluderlo: “Se dovesse presentarsi un’opportunità di acquisizione la valuteremo, ma al momento siamo solo spettatori”. Insomma, semmai dovesse arrivare un cavaliere bianco per contrastare l’opas di Intesa Sanpaolo su Mps non è Unicredit. La sfida a Carlo Messina è fuori dai piani di Orcel. Poi, tutto dipende. Ci sarebbe da credergli se non fosse che l’Italia vuol dire anche Generali.
La mossa della a-italianità di Unicredit
Orcel prova ad avvicinarsi a Commerzabank con acrobazie e promesse sul futuro. Secondo qualche osservatore, un eventuale spostamento della sede in Germania potrebbe essere un’opzione da valutare per arrivare a un compromesso accettabile per i tedeschi










