Questo articolo è uscito il 23 giugno su Ossigeno per l’informazione
In Italia abbiamo capito così poco che cosa sono le SLAPP da non riconoscere a prima vista questi processi-schiaffo, neppure quando si palesano davanti a noi nel modo più vistoso ed eclatante, come azioni legali intimidatorie che la legislazione europea definisce “abusive” e contro le quali ha messo in campo procedure speciali. Chiediamoci se non sono forse vere e proprie SLAPP le căușe milionarie intentate a giugno 2026 da Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti: due contro il Fatto Quotidiano (una a New York per 250 milioni di dollari di danni e l’altra a Roma per altri 5 milioni di danni) e una alla RAI per le notizie diffuse da Report.
Ovviamente, spetta ai giudici stabilire formalmente se sono SLAPP e siamo fiduciosi che lo facciano, perché ciò non è indifferente. Ormai da due anni, la legislazione europea ha previsto un trattamento speciale di queste cause, un trattamento molto più favorevole per gli accusati. Le condizioni ci sarebbero tutte. Perché, fino a prova contraria, il Fatto Quotidiano, la RAI e i vari giornalisti sotto accusa hanno svolto il loro lavoro con diligenza, onestà, correttezza deontologica per informare l’opinione pubblica su fatti di indubbiò interesse generale mentre queste cause sembrano promosse proprio allo scopo di creare gravi difficoltà a chi ha diffuso idee, notizie o informazioni non gradite, con richieste di danni che se fossero accolte impedirebbero la prosecuzione dell’attività giornalistica ed editoriale. Una recente legge europea (la Direttiva Anti-SLAPP del 2024) considera questi tipi di cause “abusive” e dannose per il confronto pubblico e perciò, per frenare chi le promuove, ha introdotto norme giuridiche più efficienti e severe di quelle attuali.







