Roma, 28 gen. (askanews) – Il nuovo report di CASE (Coalition Against SLAPPs in Europe) e della Fondazione Daphne Caruana Galizia rileva che il numero di Slapp – (Strategic Lawsuits Against Public Participation), le azioni legali infondate che hanno lo scopo di intimidire e censurare chi osa indagare sui potenti o esprimere opinioni scomode – continua ad aumentare in tutta Europa. Un trend preoccupante, che si sta affermando nonostante nel 2024 sia stata approvata la Direttiva europea contro le Slapp che, entro maggio del 2026, tutti i Paesi dell’Ue, fra cui l’Italia, dovranno recepire. Lo rende noto in un comunicato il ramo italiano di CASE, gruppo di lavoro informale nato nel 2021 e coordinato da Osservatorio dei Balcani Caucaso Transeuropa che affianca la Coalition Against Slapps in Europe.
Su un totale di 167 azioni legali temerarie mappate nel 2024 (nel 2023 erano 166), è proprio l’Italia, per il secondo anno consecutivo, ad aver registrato il numero più alto di Slapp (21), seguita subito dopo dalla Germania (20), dati che riflettono un più ampio trend di contrazione dello spazio civico.
Fra i casi italiani mappati, anche quello che vede protagonista la ministra del Turismo Daniela Santanché che ha querelato l’Espresso per un articolo sulla sua storia imprenditoriale chiedendo 5 milioni di danni, e quello del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che ha intentato una causa contro i quotidiani Il Foglio e Il Riformista, chiedendo un risarcimento compreso tra 250.000 e 500.000 euro.






