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Ultimo aggiornamento: 18:44

Italia di nuovo in testa per il numero di querele temerarie. Nonostante Giorgia Meloni abbia di recente dichiarato che “non serve una normativa ad hoc” per tutelare giornalisti e attivisti dalle azioni legali, i dati del 2024 confermano il record negativo per il nostro Paese. Secondo infatti il nuovo report della Coalizione europea contro le SLAPP (Strategic lawsuit against public participation), non solo si conferma la tendenza di crescita delle querele totali (da 166 a 167), ma la peggiore per il secondo anno consecutivo è l’Italia con 21 segnalazioni. Seconda la Germania (20), seguono: Serbia (13), Ungheria (12), Turchia (10) e Ucraina (10).

Il nostro Paese registra un leggero miglioramento rispetto al 2023, quando le liti segnalate furono 26, ma nonostante questo rimane in testa. Un trend che allarma le organizzazioni impegnate sul fronte della libertà di stampa, anche perché arriva dopo l’approvazione della Direttiva Ue contro le querele temerarie che tutti i Paesi dovranno recepire entro maggio 2026. Una legge che è limitata ai casi transfrontalieri e che l’esecutivo ha già detto di non voler estendere ad altri Paesi. Per questo, al momento, la norma può tutelare la Bbc querelata da Trump per 10 miliardi di dollari e Greenpeace, bersaglio della causa da 660 milioni di dollari dell’Energy Transfer. Ma in più del 90% dei casi le querele temerarie sono di natura nazionale e, su quelli, devono muoversi gli Stati per tutelare i cittadini, come già esortato dalla Commissione europea. Finora, almeno in Italia, inascoltata.