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Ultimo aggiornamento: 14:41
Il governo Meloni recepirà la direttiva Ue sulle querele temerarie sui casi transfrontalieri, ma non promuoverà una legge specifica per i casi italiani di SLAPP (le cause strategiche contro la partecipazione pubblica). La presidente del Consiglio, intervenuta nella conferenza stampa di inizio anno, ha dichiarato che l’esecutivo “recepirà la direttiva con le modifiche necessarie, ma che non sono molte. Perché il nostro ordinamento punisce già le querele temerarie”. Perché ha aggiunto: “L’Italia sanziona già l’abuso del processo, sanziona già le liti temerarie, così come già disciplina i riti accelerati, la soccombenza virtuale in caso di rinuncia alla domanda o agli atti del giudizio”. Una dichiarazione vera a metà: nel nostro Paese non esiste una normativa ad hoc che si occupi di SLAPP e per questo si fa riferimento a strumenti generali e non specifici per la tutela di fronte alle cause che vanno a colpire giornalisti e attivisti. Sulla necessità di un intervento legislativo si è espressa l’Unione europea con la direttiva sui casi trasnfrontalieri, approvata in onore della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Ma non solo: anche il Consiglio d’Europa, ad aprile 2024, ha diffuso una raccomandazione per chiedere agli Stati di attivarsi contro le querele temerarie. In Italia l’ultima proposta di legge è stata quella di Primo Di Nicola, senatore M5s, calendarizzata a gennaio 2020 e poi depennata. Nessuno ci ha mai più riprovato.






