Il vertice dell’Alleanza Atlantica di Ankara in agenda il 7-8 luglio prossimi si avvicina e, naturalmente, il segretario generale della Nato Mark Rutte si prepara a incontrare il presidente Donald Trump – vero dominus dell’incontro. Il meeting previsto per oggi alla Casa Bianca ha l'obiettivo di allentare le tensioni generate dalla guerra in Iran e dalle malcelate, continue minacce statunitensi di ritirare e di ridurre la presenza delle truppe americane in Europa.

Non è un mistero per nessuno che The Donald, già critico nei riguardi della Nato durante il suo primo mandato, adesso lo sia diventato ancor di più al punto da definire l’Alleanza una "tigre di carta". Le cronache delle ultime settimane ci hanno inondato di esternazioni trumpiane anti Nato, dato che il presidente Usa è irritato dalla riluttanza manifestata (e sostenuta) dai membri del Trattato Nord Atlantico a schierarsi con gli States nel conflitto scatenato in Medio Oriente a seguito dei bombardamenti decisi dal duo israelitico-americano (senza nemmeno informare gli alleati di quello che sarebbe accaduto da lì a poche ore dopo); al contrario, la disponibilità ad aiutare l’alleato statunitense a riaprire lo Stretto di Hormuz (chiuso proprio dopo gli attacchi del 28 febbraio contro l’Iran) è stata sempre confermata, e dovrebbe diventare operativa dopo la firma dell’accordo di pace e la conseguente individuazione delle basi logistiche che consentano l’attività piena e sicura del naviglio specializzato, tra cui sarà presente anche un cacciamine della Marina Militare italiana, che verrà impiegato per sminare lo Stretto di Hormuz.