«This is massive», dall'Italia è arrivato un contributo «enorme». Sono passate da poco le undici del mattino quando sulle agenzie rimbalzano le parole pronunciate a Fox News da Mark Rutte, il segretario generale della Nato volato a Washington da Donald Trump. Si parla della guerra in Iran, del risentimento trumpiano per il mancato supporto degli alleati europei alla "Furia epica" di Usa e Israele. E per dimostrare che non è così, Rutte butta lì un numero che a Roma innesca una tempesta. «Comprendo perfettamente la delusione», dice l'ex primo ministro olandese, ma «Paese dopo Paese, alleato dopo alleato» in Europa «hanno reso disponibili le loro basi», dalle quali sono decollati «migliaia, tra 4 e 5mila» aerei militari. E per dare prova dell'impegno europeo, Rutte cita proprio il nostro Paese: «Se prendiamo ad esempio l'Italia, 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione. Un numero enorme».
Parole che apparentemente volevano concedere un assist a Meloni, finita nel mirino del tycoon proprio per lo scarso supporto italiano al conflitto e per quel no che il governo aveva scandito lo scorso marzo di fronte alla richiesta americana di utilizzare la base Nato di Sigonella. Tra Palazzo Chigi e il ministero della Difesa, invece, strabuzzano gli occhi. Perché le frasi di Rutte cozzano, almeno in apparenza, con la linea ribadita dall'esecutivo e dalla premier in parlamento. Ossia che le basi militari in territorio italiano sono state concesse all'alleato a stelle e strisce solo per operazioni «logistiche» o di supporto, come ricognizioni e rifornimento in volo. Mentre per le operazioni «cinetiche», quelle che insomma implicano un coinvolgimento diretto, trattati alla mano serve il semaforo verde del governo, che deve informarne il parlamento. Ma «nessuna richiesta - aveva ribadito Meloni alle Camere - è arrivata in questo senso» dagli Usa. E così ecco che quel numero, 500 aerei che dall'Italia sono decollati verso l'Iran, venuto fuori quasi per caso nel corso di un'intervista a Fox News, la rete trumpiana per eccellenza, fa impallidire e infuriare maggioranza e opposizioni.Sul piede di guerra Pd, M5S e Avs, che parlano di una premier «sbugiardata» da Rutte e chiedono a Meloni di riferire in aula. E pure nel centrodestra non mancano gli interrogativi. Possibile che un segretario generale della Nato diffonda con tanta leggerezza dettagli riservati sull'operatività delle basi? Al punto che c'è chi, sottovoce, si spinge perfino a ipotizzare che Rutte - l'uomo di cui molti ricordano i messaggi al limite dell'adulazione scambiati con Trump - possa essersi prestato a una manovra del tycoon per mettere in difficoltà la premier italiana. Veleni, ipotesi al limite del complotto che però raccontano il clima, tra sorpresa e irritazione, che si respira.Guido Crosetto fa vergare una nota durissima, ribadendo che «il governo ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere», autorizzando «esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche». Nessun caccia, in altre parole, è decollato dall'Italia per bombardare l'Iran. «Sorprende - prosegue la nota della Difesa - che il segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l'operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati». Passano diverse ore ed ecco la precisazione affidata a un portavoce dell'Alleanza: «Il tipo di supporto a cui si riferiva il segretario generale riguarda la logistica o l'assistenza tecnica», dunque in conformità «agli accordi bilaterali esistenti».E se per il vicepremier Tajani tanto basta a chiarire («una tempesta in un bicchiere d'acqua», la definisce il capo della Farnesina, «il governo è pronto a riferire in Parlamento»), le opposizioni non mollano. Dal Pd vanno all'attacco i capigruppo Boccia e Braga: «Delle due l'una. O Rutte è un bugiardo o Meloni ha mentito al Parlamento e al Paese. La premier faccia chiarezza con urgenza», l'affondo dei dem, che stigmatizzano anche le parole dell'olandese sull'Europa come «piattaforma di guerra degli Stati Uniti». Per Giuseppe Conte «crollano le favolette del governo» sulla schiena dritta tenuta con gli Usa: «Quello di Trump - sferza il leader stellato - è solo un richiamo all'ordine per un governo che ha sempre detto sì». E se da Azione Carlo Calenda mette nel mirino Rutte («parole gravi come la sua sudditanza a Trump»), Angelo Bonelli di Avs annuncia un'interrogazione affinché l'esecutivo fornisca l'elenco dettagliato dei 500 voli. Replica Crosetto: «Non ho problemi ad andare in aula, come non ho problemi ad autorizzare qualcuno della Difesa a riferire, aereo per aereo, i voli autorizzati».










