"Comprendo perfettamente la delusione del presidente Trump, ma se prendiamo ad esempio l'Italia, cinquecento aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione contro l'Iran. Quindi si tratta di un numero enorme". Così ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in un'intervista a Fox News in cui ha parlato del sostegno europeo all'azione militare Usa contro l'Iran. Con le sue parole il segretario ha respinto quindi l'idea di Trump che gli alleati non abbiano collaborato per supportare la missione Epic Fury. Infatti ha sottolineato che, a parte alcuni casi isolati, migliaia di voli sono partiti da basi europee: "Se si guarda a tutta l'Europa, si parla di un numero compreso tra 4 e 5 mila missioni di volo". L'Europa, ha continuato Rutte, si è trasformata in una "piattaforma di proiezione della potenza" per gli Stati Uniti. Il capo dell'Alleanza ha citato anche il caso della Romania, dove la capitale Bucarest ha dovuto ridurre i voli commerciali per consentire l'uso degli aeroporti come strutture per i velivoli cisterna.Sono bastate queste frasi del segretario generale per far scoppiare in Italia una polemica sull'utilizzo delle basi militari americane. Infatti a marzo, all'inizio dell'attacco americano e israeliano contro l'Iran la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva detto che, secondo gli accordi, le tre basi americane nel nostro paese potevano essere usate solo per operazioni non cinetiche, cioè di non bombardamento, aggiungendo che "se arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro, io penso che sarebbe competenza del Governo decidere se concedere o no un utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. A oggi però non abbiamo nessuna richiesta in questo senso". Le stesse parole erano state ribadite anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto alle Camere: gli Stati Uniti possono usare le basi "nell'ambito di operazioni Nato logistiche e addestrative, operative non cinetiche", e che per qualsiasi richiesta ulteriore "torneremo in Parlamento per decidere insieme". Pochi giorni prima, l'Italia aveva negato agli americani l'utilizzo della base di Sigonella per l'atterraggio di alcuni veivoli che erano in volo diretti verso il medio oriente. Ciò è stato dovuto al fatto che questi velivoli non avevano avanzato alcuna richiesta formale né consultazione preventiva con le autorità italiane. Lo Stato maggiore dell'Aeronautica, dopo aver verificato che non si trattava di voli logistici ordinari e che quindi non erano attività automaticamente autorizzate dagli accordi bilaterali, avrebbe informato il ministro della Difesa Giulio Crosetto. Dalla Farnesina è arrivata così il no all'atterraggio.Dopo le dichiarazioni di Rutte, le opposizioni non hanno tardato ad attaccare il governo. Il primo è stato il co-leader di Alleanza Verdi-Sinistra Angelo Bonelli: "Le parole di Rutte sono gravissime e sbugiardano Giorgia Meloni. Meloni ha ingannato gli italiani e il Parlamento: 500 voli militari americani sono decollati dalle basi Nato presenti in Italia a sostegno di Epic Fury, la guerra di Trump e Netanyahu contro l'Iran. Il sostegno di Giorgia Meloni a Trump non è mai venuto meno e, a questo punto, è lecito pensare che gli scambi di accuse tra lei e il presidente degli Stati Uniti siano stati una sceneggiata per coprire il sostegno militare garantito dalle basi italiane agli aerei Usa. Meloni chiarisca immediatamente quanto accaduto e riferisca al Parlamento e agli italiani". Alla richiesta si aggiungono anche Giuseppe Provenzano del Partito democratico, che sottolinea come "Giorgia Meloni aveva assicurato che l'Italia non sarebbe stata coinvolta", e il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli che ha definito la questione "un’altra balla colossale raccontata a reti e giornali unificati dalla destra".