Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiCi voleva il segretario generale della Nato, Mark Rutte, per mettere in difficoltà il governo italiano sulle basi aeree italiane usate dagli Stati Uniti per operazioni militari in Medio oriente o nel vicino Adriatico. L’ex premier olandese, ora capo dell’Alleanza Atlantica, a sorpresa ha rivendicato la grande partecipazione degli alleati alle campagna di guerra degli stati Uniti. E soprattutto, ha rivelato che dagli aeroporti militari in terra italiana sarebbero decollati 500 velivoli diretti in Iran. Una affermazione clamorosa, quella di Rutte, che ha così calcolato in circa il 10% del totale di 5000 aerei impiegati per Epic Fury, il numero di quelli partiti dall’Italia. Il racconto di un alleato con la schiena dritta, pronto a dire no agli Usa per una guerra considerata contraria alle norme del diritto internazionale e a negare l’uso di Sigonella per un atterraggio di emergenza, è sembrato così bruciare come la carta sulla quale era stato scritto. Ma Palazzo Chigi ha reagito immediatamente attraverso il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha subito espresso «sorpresa» per le esternazioni di Rutte, e ha cercato di spiegare che «l’Italia rispetta i trattati» e quindi ha «autorizzato l’uso delle sue basi esclusivamente per i voli previsti dagli accordi internazionali, che escludono totalmente le attività cinetiche (cioè uso di strumenti offensivi come misisli e bombe, e in generale l’uso della forza, ndr. ). La premier Giorgia Meloni non ha rilasciato alcuna dichiarazione, nell’attesa di volare a Belino con gli altri leader dell’E5, per il vertice cominciato nel pomeriggio di ieri e al quale hanno partecipato, oltre a Rutte (in videoconferenza da Washington, dove ha incontrato il presidente degli Usa, Donald Trump) e Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro polacco, Donald Tusk. Le opposizioni, però, non hanno aspettato le precisazioni di palazzo Chigi e via XX Settembre, sede del ministero della Difesa. Nicola Fratoianni, leader di Avs in coabitazione con Angelo Bonelli, ha chiesto a Meloni di riferire in parlamento sulla vicenda. E anche il numero uno del M5s ha chiamato la premier a spiegare alle camere cosa sia accaduto con l’operazione Epic Fury. La Nato ha poi precisato che Rutte si riferiva a supporto logistico o assistenza tecnica. Al termine del summit E5 nella capitale tedesca, nel corso di una conferenza stampa, Meloni ha dichiarato che «la componente europea dell’Alleanza Atlantica va rafforzata».