C’è voluta la rivolta di piazza contro il progetto firmato Trump di un resort di lusso in un’oasi ambientale per attirare l’attenzione su un trend turistico che ci sta crescendo sotto il naso: che questa sia l’estate dell’Albania lo confermano due guide d’autore arrivate in libreria. C’è un ragazzo che si tuffa nel mare di Saranda sulla copertina del nuovo volume di “The Passenger”, la collana che le edizioni Iperborea dedicano alla costruzione di un turismo colto, empatico, che lascia tracce sul viaggiatore più che sulla meta del viaggio (anche perché l’immersione nel Paese di destinazione è tale che funziona benissimo anche nel salotto di casa). Il volume è curato da Marco Agosta, che invita a partire ora «per misurare con mano i grandi cambiamenti affrontati dal Paese, dalla rivoluzione urbanistica che ha cambiato il volto di Tirana, al percorso di rielaborazione del passato comunista. Ma anche per assaporare ciò che è rimasto ancora intatto, come la genuina ospitalità e le antiche tradizioni delle zone montagnose del Nord o l’anima mediterranea di Durazzo». I saggi scanditi dalle fotografie di Ilir Tsouko si aprono con un’intervista di Christian Elia alla filosofa Lea Ypi (con studi tra la Sapienza di Roma e la London School of Economics e saggi pubblicati da Feltrinelli come “Libera”, “Confini di classe” e il recente “Dignità”). E continuano con approfondimenti sulla storia della dittatura (di Artan Puto), l’architettura tra demolizioni e megaprogetti (di Elsa Demo) e il senso dell’estate per le famiglie di migranti che approfittano delle ferie per placare la nostalgia (di Lindita Arapi). Sono illuminanti le cifre delle due pagine che danno “La parola ai numeri”: a partire dal dato sulle religioni più diffuse (i musulmani sono il 51 per cento) e da quello sulla tolleranza religiosa, che secondo uno studio dell’Onu è ritenuta un valore fondamentale del Paese dal 92 per cento dei suoi abitanti. Perché l’Albania, anche se si tende a minimizzarlo, non significa soltanto rovine illiriche, greche e romane, chiese ortodosse e archeologia industriale della dittatura comunista: secoli di storia islamica hanno lasciato tracce altrettanto interessanti. Per apprezzare tutti gli aspetti del Paese, una guida particolare è “In viaggio per l’Albania” delle Edizioni Lswr: il volume è curato da Paolo Rago, storico e profondo conoscitore dell'Albania dove ha vissuto per quarant’anni, con Bardhe Karra e Franc Shllakusi. E accosta una approfondita ricostruzione storica e culturale a una seconda parte che sceglie itinerari in zone spesso trascurate dai turisti perché “non instagrammabili”, ma interessanti da un punto di vista storico o umano.
Albania: alla scoperta del Paese che rifiuta i resort
La rivolta contro il progetto di speculazione edilizia firmato Trump ha acceso i riflettori su un Paese sempre più amato dagli italiani. Ma per capirlo ci vuole








