Terni, 24 giugno 2026 - Aveva iniziato lo sciopero della fame da tre settimane, poi da diei giorni si è cucito la bocca. Gesti di un detenuto nel carcere di Terni, messi in atto per protesta contro quella che ritiene una "palese violazione dei suoi diritti umani fondamentali". Così è scattato l'appello da parte dei familiari.
L'appello della sorella
E' la sorella dell'uomo, cittadino georgiano di 43 anni, detenuto da due anni e sette mesi nel carcere di Sabbione a raccontare la vicenda all'agenzia Ansa. La donna parla di "una situazione di assoluta emergenza". Ed aggiunge: "mio fratello lamenta la mancanza di assistenza legale e la mancanza di assistenza medica in relazione a un problema ai denti, in seguito al quale non gli verrebbe "garantita una dieta liquida o specifica". La vicenda è stata confermata dal garante dei detenti dell'Umbria, Giuseppe Caforio, il quale ha spiegato che il carcere, nella persona del direttore, si è attivato per cercare di essere vicino al detenuto. "Stiamo cercando di fare il possibile", ha assicurato, sottolineando che si tratta di una "situazione molto delicata".







