Da tre giorni una cinquantina di detenuti dell'alta sicurezza nel carcere di Marassi a Genova stanno battendo le stoviglie contro le sbarre in forma di protesta.
Lo denunciano la Uilpa e l'Osapp.
I sindacati ricordano come "l'intensità della protesta ha raggiunto livelli tali da mettere seriamente a rischio l'incolumità fisica sia del personale che degli stessi detenuti". Secondo le prime informazioni i detenuti stavano aspettando delle risposte dalla direttrice che però non sarebbero ancora arrivate.
Il 4 giugno, sempre a Marassi, era scoppiata la rivolta dopo le torture e le violenze subite da un detenuto da parte di quattro compagni di cella. Proteste placate solo dopo il trasferimento dei quattro.
"Da non dimenticare - sottolinea Rocco Roberto Meli, segretario regionale Osapp - che proprio quella rivolta ha segnato un punto di non ritorno, mai registrato prima in questi termini. Ciò che preoccupa ancor di più è la totale condizione in cui versa il personale di polizia penitenziaria di Marassi".
