Perché in Europa si usa meno l’aria condizionata che negli Stati Uniti? Tra cultura, costi energetici e case progettate per resistere al caldo, gli europei si sono adattati diversamente
Ci sono scene che si ripetono a ogni ondata di calore: l’europeo che atterra negli Stati Uniti entra in un ristorante e, dopo pochi minuti, si ritrova a cercare disperatamente una felpa. L’aria condizionata è così potente che il passaggio dai 38°C della strada ai 19°C del locale sembra un viaggio istantaneo dall’Arizona all’Alaska.
Dall’altra parte dell’oceano, invece, succede l’opposto. L’americano in vacanza a Roma, a Parigi o a Barcellona entra in un appartamento, in un negozio o persino in un hotel e per la maggior parte delle volte si domanda dove sia finita l’aria condizionata. E soprattutto perché nessuno sembri considerarla indispensabile.
Una differenza che, secondo molti osservatori statunitensi, racconta in realtà due modi molto diversi di concepire il comfort, l’energia e persino il rapporto con il clima.
Due continenti, due filosofie del fresco














