Alcuni video circolati nei giorni scorsi sui social media cinesi Weibo e Douyin mostrano dei maiali che grufolano in porcili rinfrescati da un condizionatore. Non sono casi isolati e non è un fatto nuovo, ma diversi utenti e siti di news hanno ripreso quei video per paragonare i diversi approcci all’aria condizionata che ci sono in Asia e in Europa, e soprattutto irridere la resistenza culturale europea. In un articolo sul caldo eccezionale a Parigi, il sito Wenxuecity si è chiesto: «I francesi vivono peggio dei maiali cinesi?».
La differenza tra l’approccio all’aria condizionata in Europa e in altre parti del mondo, soprattutto il Nordamerica e l’Asia orientale, è un argomento di discussione ricorrente. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), nel 2025 soltanto il 20 per cento circa delle abitazioni europee aveva un sistema di condizionamento dell’aria (in Italia, il 55,1 per cento). La distribuzione non è uniforme: tende a diminuire nelle regioni settentrionali e più fredde. Ma nemmeno nelle più calde aree meridionali del continente le percentuali si avvicinano a quelle di paesi come Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, dove più dell’85 per cento delle abitazioni ha un condizionatore.














