Il voto-pilota
Aldo Torchiaro
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Trend-setter per antonomasia, Milano è anche una cartina al Tornasole utile per indovinare con largo anticipo dove può portare il vento della politica italiana. Sarà l’unica grande città al voto l’anno prossimo, chiuso il ciclo di Beppe Sala, a dover rinnovare davvero la sua classe dirigente: Roma, Napoli e Torino vanno alle amministrative con le ricandidature degli uscenti. Milano no: ingrana da subito una marcia nuova. Sarà dunque l’esito elettorale ambrosiano a dare l’abbrivio per gli assetti e gli equilibri generali del prossimo futuro. Non è un caso se si assommano su Palazzo Marino più nomi di candidati di quanti se ne contino, messi insieme, per tutte le altre grandi città al voto.
L’imprenditore Antonio Civita, il capo degli avvocati milanesi Antonio La Lumia, l’assessore regionale Guido Bertolaso. Nomi ai quali si è aggiunto, per bocca della seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, un quarto candidato: Pietro Tatarella. Nessuna parentela con il più noto Pinuccio, il consigliere comunale in quota azzurra è stato messo in campo con la mossa scacchistica del Cavallo da un esponente di un altro partito, FdI. Gesto considerato sgarbato dalle parti di Arcore, da dove è partito un input diverso.














