Il Centrodestra vuole davvero riprendersi Milano? È la domanda che ci ronza in testa a poco più di un anno dalle elezioni comunali, che nel 2027 designeranno l’erede di Beppe Sala. Il giudizio sul sindaco uscente, che nel 2016 si presentava come Mister Expo e aveva vinto di un’incollatura su Stefano Parisi grazie anche al suo profilo da braccio destro di Letizia Moratti, ormai è difficile da capovolgere: il bilancio è negativo, ed è divenuto sempre più misero durante il suo secondo mandato (ottenuto praticamente senza avversari).

Dal caos urbanistico agli aumenti di tasse locali fino al disastro della mobilità, Sala non sarà rimpianto nemmeno dalla sinistra milanese: non è un caso se il Pd, dopo l’ennesima lite sull’assessore alla sicurezza vacante, chiede per il futuro «discontinuità» con l’attuale giunta. Fin qui i guai del campo largo, non molto diversi dalle faide a livello nazionale. Ieri ha cominciato a muoversi qualcosa anche nel campo del Centrodestra, con l’imprenditore Antonio Civita - proprietario della catena di successo “Panino Giusto” - si è detto disponibile a correre come primo cittadino. «Sono in una fase di ascolto, intanto la politica deciderà». Ecco, quella di Civita potrebbe sicuramente rivelarsi una mossa estemporanea: non è un nome conosciutissimo, e potrebbe scontare un deficit di partenza contro avversari più esperti. Le prime dichiarazioni contro la lotta alla «Milano escludente», pronunciate ieri nell’intervista al Corriere, potrebbero esporlo alle facili ironie degli avversari (sembra già di sentirli: «Parla di città esclusiva, lui che vende panini che costano dai 9 ai 14 euro l’uno...»).