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Chiara Evangelista e Giampiero Rossi

Dopo il voto leghista, Forza Italia lancia l’ex consigliere. E intanto anche gli altri partiti si attrezzano. Commento del sindaco Beppe Sala: «A destra avranno molto da discutere e molto anche da litigare»

Politico contro politico. L’incontro-scontro per la scelta del candidato sindaco del centrodestra si giocherà ad armi pari. Ciascuno con il proprio nome. Dopo i risultati delle primarie della Lega, che incoronano il segretario Matteo Salvini e la sua vice Silvia Sardone come potenziali candidati sindaci, Forza Italia potrebbe rispondere benedicendo la discesa in campo di Pietro Tatarella. E intanto anche gli altri partiti si attrezzano. Lunedì erano pronti a proporre i propri rappresentanti al tavolo di coalizione, convocato a Roma con i coordinatori regionali, ma il primo snodo per decidere il futuro di Milano targato centrodestra è saltato in serata. «Non l’ho convocato io», ha voluto precisare il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Dalla consultazione pubblica della Lega emerge l’indicazione di un profilo politico alla guida della città. In particolare dalle urne è uscito il nome di Salvini e della sua vice Sardone. Nulla di inaspettato. Anzi, tutto ampiamente preannunciato. Le primarie, ovvero la campagna «di ascolto» lanciata dal Carroccio fa parte di una strategia di rilancio del vicepremier e del partito. Una mossa ritenuta del tutto «legittima» da parte degli alleati ma che ha posto la coalizione nella condizione di attrezzarsi e di correre ai ripari, cioè di inserire nel mazzo anche una «carta politica» da giocare alla luce dei risultati della consultazione stradale del Carroccio. Se, infatti, Salvini ha dichiarato di voler continuare al momento a fare il ministro, ringraziando però «i cinquemila milanesi» che lo hanno votato, la sua vice ha confermato la disponibilità a correre, nel caso in cui il centrodestra dovesse scegliere il candidato sindaco attraverso le primarie di coalizione.