Il superamento del campo di Scordovillo costituisce un obiettivo pubblico non più rinviabile. Dopo decenni di degrado abitativo, sanitario, ambientale e sociale, la Calabria sembra finalmente prossima a chiudere una delle pagine più complesse della propria storia urbana e amministrativa. Questo risultato va riconosciuto. Va riconosciuto al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha assunto l’indirizzo politico dell’intervento. Va riconosciuto al sottosegretario Wanda Ferro, che ha portato sul tavolo la presenza dello Stato. Va riconosciuto alla Prefettura di Catanzaro, che ha esercitato una funzione essenziale di coordinamento, garanzia istituzionale e presidio dell’ordine pubblico. Va riconosciuto alle istituzioni che hanno concorso a trasformare un problema rimosso per cinquant’anni in un procedimento pubblico finalmente affrontato. Proprio per questo, la questione oggi è più seria. L’operazione è ormai al punto si volta e il rischio maggiore non è più l’inerzia. È l’irregolarità dell’attuazione, ovvero la possibilità che un obiettivo pubblico corretto venga compromesso da atti gestionali non conformi alla legge. È il rischio che una finalità legittima venga perseguita mediante strumenti illegittimi.
Scordovillo, il grande nodo che può far saltare il piano: alloggi Erp, graduatorie e dieci domande ad Aterp (Calabria 7)
Il superamento del campo di Scordovillo costituisce un obiettivo pubblico non più rinviabile. Dopo decenni di degrado abitativo, sanitario, ambientale e










