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Le scelte erano state fatte subito dopo il 25 maggio. Sì, qualche incertezza permaneva – riguardante soprattutto gli assessori già designati ed eletti contemporaneamente in Consiglio, ai quali toccava la scelta di restare nell’esecutivo o di provare l’esperienza nell’assemblea comunale – ma il quadro era delineato. E allora perché sono trascorse alcune settimane, prima dell’ufficializzazione della nuova Giunta, avvenuta lunedì mattina, a quasi un mese di distanza dal voto? Il sindaco Basile non lo dice, e non lo dirà mai, ma è stato lui a rallentare volutamente la formalizzazione degli atti di nomina. Perché? In queste settimane, il sindaco ha voluto compiere personalmente una ricognizione di tutti i Dipartimenti e uffici del Comune e delle società partecipate, per riannodare i fili che erano stati temporaneamente interrotti nei tre mesi di gestione commissariale, per fare il punto su problemi, criticità, emergenze e scadenze. L’obiettivo di Basile sembra abbastanza chiaro: nel suo mandato bis non ci saranno “deleghe in bianco”, il che non vuol dire totale accentramento di poteri nelle mani del sindaco, ma sicuramente una condivisione (e una vigilanza) ancora maggiore rispetto ai 4 anni precedenti.