Alla Giba stampi di Camerano due venerdì fa il magazzino ha preso fuoco del tutto lasciando una scia di danni e disperazione nei proprietari che si sono rialzati subito. Le fiamme, partite molto probabilmente dal cortocircuito di un pannello fotovoltaico sul tetto, hanno completamente distrutto il capannone, provocando una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza.
Fin dalle prime fasi dell’emergenza, costantemente presidiata e poi domata dall’intervento dei Vigili del Fuoco, che già nella mattinata del 12 avevano dichiarato l’incendio pressoché estinto, l’Arpam è intervenuta posizionando fin da subito una centralina di rilevamento per monitorare la qualità dell’aria e individuare eventuali ricadute di elementi inquinanti.
"L’apparecchiatura è rimasta attiva per i tre giorni successivi al rogo – dice il sindaco Oriano Mercante – Lunedì ha trasmesso ufficialmente al Comune i risultati delle analisi effettuate. I dati certificano l’assenza di inquinamento e confermano che non vi è stato alcun superamento dei valori minimi di legge per nessuna delle sostanze inquinanti potenzialmente sprigionate dall’evento avverso. Di conseguenza si esclude qualsiasi tipo di danno o contaminazione a carico dei terreni, delle colture ortofrutticole, della vegetazione e di tutte le aree potenzialmente esposte alla diffusione dei fumi".









