«Cara mamma, mi sono sistemato e sto bene». Così esordiva il 9 ottobre 1963, Lucio Battisti scrivendo alla madre Dea. Un incipit più o meno immutato che si ripete in tutte le missive che il cantautore allora ventenne le scrive. «Cara mamma il tempo si è rimesso anche qui a Verona». O ancora: «Cara mamma, abbiamo incominciato il lavoro a Torino in un locale chiamato Las Vegas, si sta molto bene e io sono in pensione da Ravello come l’anno scorso». Continuando poi: «Stiamo lavorando sodo per riuscire a sfondare con tutte le carte in regola». Un traguardo che sembra ormai molto vicino quando nel novembre 1965 le scrive: «Il lavoro sembra che voglia andare bene. Ho concluso il contratto con la Ricordi e il 26 prossimo vado a Milano per la registrazione».
Lucio e la mamma Dea
Sono passi tratti dalle decine di lettere a firma Lucio e Dea Battisti che il 26 giugno Finarte batterà a Roma: consegnate alla casa d’aste dagli eredi della sorella di Lucio, Albarita, arrivano quindi direttamente dai cassetti di famiglia. Tracciano un ritratto inedito e inatteso: anche se molto si sa della vita di Battisti, è nota la riservatezza e la gelosia con cui ha sempre protetto il proprio privato, affetti e vita quotidiana. Che ora però esce allo scoperto in tutta la sua immediatezza e sincerità: solo lui e la madre. Da Cavi di Lavagna: «Sono abbastanza abbronzato, qui non si diventa neri come a Ostia perché la sabbia è diversa». Frammenti di vita, insomma. Scritte tra 1963 e 1965, provengono da Verona, Torino, Milano, varie località liguri, Trani, Germania e Olanda dove lo porta il lavoro. È agli inizi e documentano incertezze e dubbi, traguardi in vista e speranze. «Sto un po’ sulle spine in attesa dei risultati del lavoro svolto a Milano con le canzoni e speriamo che vada tutto bene» (12 aprile 1965, dall’Olanda). Sempre nel 1965, c’è il rapporto con Ricordi e la nascita della fondamentale collaborazione con Mogol. «C’è stata qualche incertezza (con Ricordi, ndr)... Abbiamo discusso, io ho fatto le mie richieste e il contratto è stato fatto secondo le mie richieste. Per il momento devo incidere due mie canzoni fatte insieme con Mogol».









