Scriveva alla madre Dea di stare tranquilla, “mangio tre volte al giorno e dormo con sufficienza”, le confidata dubbi e paure, ma anche del suo impegno “per riuscire a sfondare con tutte le carte in regola": sono alcuni passaggi delle lettere di un giovanissimo Lucio Battisti finite all’asta lo scorso 26 giugno.Ma Grazia Letizia Veronese, vedova diBattisti, ha affidato a una lettera aperta il suo totale disappunto verso chi le ha fatte mettere all’asta.

"Lettera aperta al genio che ha fatto mettere all'asta l'affetto e l'amore di un figlio per sua madre. Si tratta di un gesto incommentabile: vendere lettere private, che riportano aspetti così intimi di un giovane uomo, altro non è che la dimostrazione di un'assoluta mancanza di rispetto e di sensibilità", scrive Veronese nella missiva diffusa dalla sua avvocata, Donata De Nittis.

Lettera aperta, aggiunge la moglie del cantautore scomparso nel 1998 “rivolta al soggetto che nei giorni scorsi ha ceduto alla Casa d'Aste Finarte di Roma, affinché vengano aggiudicate al miglior offerente, alcune lettere scritte da Lucio Battisti alla madre negli anni 60". L’avvocata De Nittis, spiega che "la notizia è stata appresa dalla signora dagli organi di informazione, che hanno dato grande rilievo al fatto".