Come vogliamo chiamarla? Opera pop? Popopera? È più del vecchio crossover, tipo Freddie Mercury che duetta con Montserrat Caballé o Luciano Pavarotti con i suoi friends. Il teatro Abbado di Ferrara annuncia L’anno che verrà, un’opera dedicata a Lucio Dalla, cito, "un racconto originale che porta in scena l’umanità che attraversa le canzoni del cantautore bolognese". L’idea è del violinista Marcello Corvino, direttore artistico del teatro, il libretto di Emanuele Aldrovandi, la regia di Manuel Renga, arrangiamenti e direzione di Roberto Molinelli, interprete principale Pierdavide Carone. Un’opera "vera", non una compilation di greatest hits, ambientata in un grand hotel dove, a Capodanno, si incrociano i destini di vari personaggi, una coppia in fuga, un enigmatico portiere, una cantante di piano bar, un businessman in crisi esistenziale e, ri-cito, "le canzoni di Dalla diventano l’unico linguaggio possibile per dare forma a desideri, memorie e rimpianti".

Chissà; di certo, che di operazioni simili ci sia voglia lo dimostra la circuitazione del meloDalla, che dopo il debutto a Ferrara l’11 dicembre andrà nei teatri (d’opera) di Reggio Emilia, Ravenna, Piacenza, Modena, Parma, Lucca, Bologna (ma al Duse) e Rimini.