Un’opera su Lucio Dalla: il progetto, presentato oggi, arriverà nei teatri italiani a dicembre 2026. "Sarebbe assurdo immaginare un futuro in cui i ragazzi non conoscano Lucio Dalla o lo scoprano solo attraverso le piattaforme digitali", ha detto il cantautore Pierdavide Carone, protagonista de L'anno che verrà, l'opera sull’artista bolognese ideata da Marcello Corvino e diretta da Manuel Renga. Da dicembre nei teatri italiani, lo spettacolo attinge all'universo creativo e musicale del cantautore bolognese per trasformarlo in un racconto originale e per portare in scena quell'umanità fatta di sogni, fragilità, desideri e disillusioni che attraversano le sue canzoni.
Il protagonista
"Magari dico una bestialità, ma ascoltare Dalla a teatro equivale ad ascoltare Beethoven". Per Carone, "la musica pop che supera il tempo deve avere lo stesso peso della sinfonica, perché parla alle generazioni e le attraversa". La storia si svolge in un grande hotel sul mare, alla vigilia di Capodanno, dove si incrociano le vicende di alcuni viaggiatori: una giovane coppia in fuga, una cantante di piano bar alla ricerca di un amore perduto, un musicista disilluso e un uomo d'affari colpito da una crisi esistenziale. Ad accoglierli è un enigmatico portiere. Nel corso della serata, le storie dei personaggi si intrecciano, tra ironia e malinconia, in una dimensione sospesa in cui musica, danza e immaginario onirico si fondono. A mezzanotte il tempo si ferma e, nel buio, le canzoni di Lucio Dalla diventano l'unico linguaggio per dare forma a desideri, memorie e rimpianti. Con le luci dell'alba, ci si domanda se sia davvero iniziato un nuovo anno o se si tratti solo di un altro giro di musica.










