Firenze, 24 giugno 2026 – “Nel Piano Casa del governo c’è una serie di aspetti che gridano vendetta”. Il diritto all’abitare è forse il faro dell’agire politico più luminoso della sindaca di Firenze Sara Funaro la quale, prima di sedere sulla poltrona di Clemente VII nel giugno 2024, si è occupata, in veste di assessora, di welfare e casa per un decennio. Ora quindi, al termine del coordinamento dei sindaci delle città metropolitane dell’Anci, fatica a nascondere la sua irritazione per le azioni governative a suo dire “assolutamente inadeguate”. Una posizione tra l’altro condivisa dagli assessori regionali alle Politiche abitative di Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Umbria, Campania e Sardegna, i quali, attraverso una nota, “nel giorno in cui il governo decide di blindare il Decreto Casa ponendo la fiducia e soffocando il dibattito in Parlamento” sentono “la responsabilità di prendere parola e denunciare un provvedimento che non offre risposte all’emergenza abitativa del Paese”.
Funaro, ci par di capire che sia particolarmente seccata.
“Non lo nascondo. Innanzitutto c’è una questione di metodo che non va: i Comuni non sono stati minimamente coinvolti – anzi il governo entra a gamba tesa sulle competenze dei sindaci – in un piano pieno di buchi”.









