Alla morte di Giacomo Puccini, nel 1924, Turandot era quasi completa ma mancava il finale - che fu poi scritto dal compositore Franco Alfano. Durante la prima rappresentazione assoluta al Teatro alla Scala di Milano, il 25 aprile 1926, il direttore d’orchestra Arturo Toscanini decise di fermare lo spettacolo esattamente dove Puccini si era interrotto. Posò la bacchetta e disse al pubblico: «Qui termina la rappresentazione perché, a questo punto, il maestro è morto».

Il gran finale

Ma noi, oggi, l’epilogo lo conosciamo bene: davanti all'imperatore e alla folla di Pechino, Turandot dichiara di conoscere, finalmente, il nome dello straniero: Amore. L’opera si chiude in un'atmosfera di trionfo e giubilo. Il completamento di Franco Alfano è il finale più rappresentato. Il compositore prese gli appunti e gli schizzi lasciati da Puccini e completò l’opera. Esistono due versioni: la prima originale (più lunga e drammatica) e la seconda ridotta (voluta da Toscanini proprio per la prima del 1926).

L’allestimento

Ma cosa vedremo questa sera alle 20 al Lirico di Cagliari? Sappiate solo una cosa: l’opera, che viene proposta in un nuovo allestimento del Teatro firmato, per la regia e i costumi, dallo spagnolo Rafael R. Villalobos al suo doppio debutto, riuscirà a stupirvi. Finale a sorpresa compreso. Il reportage fotografico di Max Solinas che arricchisce questa pagina lo dimostra. L’allestimento è caratterizzato da un impianto scenico unico, composto da una struttura metallica semicircolare post apocalittica, percorribile a diverse altezze, che accoglie, di volta in volta, i protagonisti, la corte imperiale e il popolo e che, opportunamente illuminata, presenta, la normale scansione delle ore diurne e notturne. L’ambientazione irreale e distopica, propone l’essere umano sempre più isolato e alienato, vittima dell’industria tecnologica. I soldati in rosso non vi ricordano forse la banda della “Casa di Carta” o i giocatori di “Squid Game”? Fra tutti, spicca Calaf, personaggio cardine del dramma, che si divide fra ebbrezza del potere e amore romantico e che guida Turandot nel cammino verso la luce e il bene. Le scene sono di Emanuele Sinisi, le luci di Felipe Ramos e i movimenti coreografici di Josè Ruiz.