A oltre un secolo dalla scomparsa di Giacomo Puccini (Bruxelles 29 novembre 1924) sono apparsi tredici documenti, dei quali dieci inediti che riguardano il tormentato finale di Turandot, l’opera che come è noto il maestro non riuscì a terminare. Documenti che permetteranno di mettere in scena sabato 18 alle 20.30 al Teatro La Pergola di Firenze la rappresentazione dell’incompiuta con quello che gli esperti hanno definito il "finale ritrovato".
"Questa rappresentazione della Turandot rappresenta una storia nella storia del compositore Giacomo Puccini, che lo lega al territorio in modo ancora più forte e a Viareggio in particolare. Il 4 novembre del 1924 – racconta Mario Pardini – Giacomo Puccini uscì dal Villino sul viale Michelangelo Buonarroti angolo Piazza Puccini, diretto a Bruxelles con sè portava anche le ultime carte di Turandot: pagine da rivedere, da completare, forse anche da strappare. Erano gli schizzi del duetto finale, i fogli dell’ultimo nodo drammaturgico dell’opera. Da quel viaggio il maestro non sarebbe tornato vivo.
E’ dai quei fogli che prende le mosse la particolare Turandot in scena al Teatro della Pergola: sul palco fiorentino non verrà eseguito il finale comunemente conosciuto nella versione completata da Franco Alfano, ma il finale di Puccini quale emerge dai suoi ultimi scritti musicali. A riportare alla luce quegli schizzi è stata Deborah Burton dell’Università di Boston con la quale ho avuto il privilegio e l’onore di collaborare in questi due anni di studio e approfondimento".






