L’università Statale di Milano ha da poco inaugurato i primi due corsi interamente online in Economia aziendale e in Sicurezza informatica e intelligenza artificiale. Segno dei tempi. Il motivo? Lo spiega la rettrice Marina Brambilla: “Non una scorciatoia, così intercettiamo nuovi bisogni”. Sullo sfondo, la vertiginosa e discussa ascesa delle università telematiche. Ma all’orizzonte del sistema accademico italiano c’è altro. Il calo demografico - nel 2048 non risponderanno all’appello 965mila giovani tra i 19 e i 24 anni - impone (da tempo) nuove strategie per cercare di allargare la base delle potenziali matricole. Gli Atenei corrono ai ripari guardando oltre confine o alla formazione di chi già lavora. E c’è un convitato di pietra che non si può più ignorare: l’intelligenza artificiale che inevitabilmente cambia il modo di insegnare e di studiare. “L’istruzione universitaria - ha dichiarato di recente a Euronews Sara Ratner, responsabile dell’AI nell'Osservatorio sull'educazione di Oxford - sta attraversando un periodo difficile, dal punto di vista economico e sociale, mentre cerca al tempo stesso di ridefinire il proprio ruolo e la propria rilevanza per il futuro. L’istruzione aveva bisogno di riforme da molti anni, per esempio nelle modalità con cui vengono ammessi gli studenti, e forse l’intelligenza artificiale non è la risposta, ma è lo stimolo di cui avevamo bisogno per affrontare questi grandi nodi".