Un aumento del 15% delle chiamate al servizio d'emergenza 118 e più accessi ai pronto soccorso, ma nessuna emergenza. Al momento l'ondata di calore che sta investendo l'Italia non ha avuto ripercussioni importanti sulle strutture di sanità pubblica.

"Stiamo registrando un aumento del 15% di chiamate al 118", dice all'ANSA Mario Balzanelli, presidente nazionale della Società Italiana Sistema (Sis) 118. "All'origine delle chiamate dovute al caldo, ci sono soprattutto collassi e svenimenti. In media riguardano persone che hanno più di 60 anni e che si sono idratate poco o che hanno sfidato il sole negli orari più caldi. Non stiamo comunque avendo segnalazioni di arresti cardiaci sulle spiagge, dei quali il caldo è spesso una concausa".

Nemmeno negli ospedali e nei pronto soccorso si registrano un aumento significativo degli accessi per problemi dovuti al caldo, nè alcuna situazione considerata di emergenza. Sulla base delle segnalazioni provenienti da alcune città, la disidratazione è il problema più diffuso, mentre non si rilevano casi più gravi, come quelli dovuti ai colpi di calore. In Lombardia i pronto soccorso segnalano un aumento di accessi del 10,3% per il caldo, in particolare nelle città di pianura, come Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, e gli accessi riguardano soprattutto eventi cardiovascolari.