VENEZIA - Per far fronte all'ondata di caldo e siccità, la Regione Veneto sta valutando anche il ricorso anticipato alle riserve accumulate negli invasi montani. L'obiettivo è garantire la disponibilità della risorsa idrica e preservare l'equilibrio del sistema.Insieme ad Arpav, ai Consorzi di bonifica e ai soggetti gestori, la Regione sta effettuando un monitoraggio sul territorio, in particolare nel Padovano, che dipende in larga parte dalle risorse idriche provenienti dall'Adige attraverso il sistema del Lessinio Euganeo Berico (Leb).

Siccità, è già allarme per le coltivazioni: «Meno 17% di piogge al mese e temperature al di sopra della media di due gradi»L'assessore Venturini: «Situazione in peggioramento» «La situazione che stiamo osservando - osserva l'assessora all'Ambiente Elisa Venturini - è in rapido e progressivo peggioramento e richiede la massima attenzione da parte di tutti gli enti coinvolti. L'Adige, che attraverso il Leb contribuisce in modo determinante all'alimentazione idrica del territorio padovano, è già in stato di crisi idrica. Una parte di quest'acqua viene immessa nel Bacchiglione all'altezza di Montegaldella e da lì contribuisce ad alimentare il sistema idraulico che raggiunge Padova».L'utilizzo degli invasi montani, aggiunge Venturini, è «una misura che normalmente viene valutata nel mese di luglio, spesso a luglio inoltrato. Il fatto che oggi, a fine giugno, si stia già ragionando su un utilizzo anticipato di queste risorse dimostra quanto la situazione sia delicata. La disponibilità d'acqua che raggiunge Padova è fondamentale non soltanto per gli equilibri ambientali e idraulici della città, ma anche per il funzionamento di infrastrutture strategiche. Tra queste vi è il termovalorizzatore, che utilizza l'acqua del Piovego per i sistemi di raffreddamento. Per questo stiamo seguendo l'evoluzione della situazione con particolare attenzione e valutando tutte le misure necessarie per preservare le riserve disponibili». «L'obiettivo - conclude Venturini - è garantire la sicurezza idraulica del territorio e la continuità delle attività che dipendono dalla disponibilità d'acqua, intervenendo prima che la criticità possa trasformarsi in emergenza».