«Io avrò anche sbagliato ma c’è modo e modo. Scusarmi? E per cosa, per aver fatto un video dove dico che una mia amica ha rotto una macchina? Siete fortunati che voglio bene alla mia famiglia se no vengo lì e vi sparo a tutti quanti». Le parole sono del ragazzo autore dei video vergogna dopo la tragedia di Ceriale in cui ha perso la vita Sofia Barberi, mentre l’amica Emma Brasca è ancora in ospedale per le ferite riportate e ha subito l’amputazione di un piede.
Le ha pronunciate in un audio in risposta a uno dei commenti che in queste ore migliaia di utenti hanno lasciato sui suoi profili Tik Tok e Instagram, prima che venissero chiusi. Sono rimbalzate sui social in queste ore e hanno nuovamente aumentato l’ondata di sdegno. Prima di partire L’audio è stato fatto prima che il ragazzo partisse e lasciasse l’Italia, probabilmente per paura di un linciaggio dopo che una folla s’era assiepata sotto casa sua, a seguito della pubblicazione del primo video di scherno sulla morte di Sofia Barberi, tanto da convincerlo a chiamare le forze dell’ordine per disperdere quella gente.
Nel suo discorso fa anche riferimento a quel tentativo di linciaggio che ha subito poche ore dopo la pubblicazione del primo video: «Mio padre è stato quasi preso a pugni l’altra sera». Il ragazzo non è indagato per alcun reato specifico, ma ha comunque precedenti per droga e aggressione in varie parti d’Italia. L’incidente I fatti risalgono allo scorso 20 giugno. Poco dopo l’una di notte uno scooter con a bordo Sofia Barberi e l’amica Emma Brasca si è scontrato violentemente con una Fiat 500. L’urto è stato molto violento e le due ragazze sono state sbalzate sull'asfalto riportando gravissime ferite. I soccorsi del 118, insieme a vigili del fuoco e carabinieri, sono intervenuti rapidamente e le giovani sono state trasportate in codice rosso all'ospedale Ospedale Santa Corona. Sofia Barberi, 22 anni (avrebbe compiuto 23 anni il 26 giugno), è arrivata in ospedale in condizioni disperate ed è morta poche ore dopo a causa delle gravissime lesioni riportate. Era molto conosciuta a Ceriale, dove lavorava presso un Caf, ed era figlia dell'assessora comunale ai Servizi sociali Barbara De Stefano.










