Sono le otto di un comune martedì mattina. Le chiavi dell'auto in mano, il cancello si apre e la mente pensa già agli impegni di lavoro in ufficio. È proprio in quel millesimo di secondo che un Border Collie, un Jack Russell o un gatto Siamese vedono uno spiraglio e decidono di seguire il loro istinto. Non si tratta di abbandono, la piaga drammatica contro cui associazioni come l'Enpa si battono ogni estate, ma di smarrimenti accidentali, piccoli grandi drammi domestici che colpiscono milioni di famiglie. Cani che escono dal cancello rimasto aperto, scappano per i fuochi d'artificio di Ferragosto e gatti che si allontanano spaventati da un temporale improvviso o magari perché stressati dall'arrivo di nuovi animali domestici.
I cani e i gatti italiani si confermano tra gli animali domestici più inclini alla fuga in Europa. A evidenziarlo sono i dati raccolti da associazioni animaliste e piattaforme dedicate alla ricerca degli animali smarriti, che registrano ogni anno migliaia di segnalazioni lungo tutta la Penisola.
Il fenomeno riguarda sia i cani sia i gatti, con una particolare incidenza durante i mesi estivi e nei periodi caratterizzati da forti rumori, come festività con fuochi d'artificio o eventi pubblici. Le cause delle fughe sono molteplici: paura, stress, curiosità, istinto riproduttivo e, in alcuni casi, insufficiente sicurezza degli spazi domestici.









