Assolto in revisione quando il tempo gli aveva già tolto tutto

Stefano Giordano

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Angelo Massaro – Photo Credits: Imagoeconomica_2603754

«Tengo stu muers», disse Angelo Massaro alla moglie, in dialetto tarantino: parlava di un ingombro meccanico che trainava con l’auto. Nel brogliaccio degli inquirenti diventò «tengo stu muert», cioè «ho questo morto». Una sola consonante, e quell’uomo si fece 21 anni di carcere per un omicidio mai commesso, prima che la revisione, nel 2017, ne accertasse l’innocenza. Non è un caso isolato. Ne ho conosciuto uno, da vicino: un assistito dello Studio condannato sulla scorta di un’intercettazione ambientale attribuita alla voce sbagliata — la sua, si disse, salvo scoprire vent’anni dopo, a pena ormai interamente espiata, che quella voce non era mai stata la sua. Assolto in revisione, quando il tempo gli aveva già tolto tutto.