Trentacinque anni dopo l’indipendenza e con sette tentativi di qualificazione falliti, l’Uzbekistan è finalmente riuscito a raggiungere la terra promessa.
Dal disastro aereo che cancellò l’intera generazione di talenti del principale club nazionale Pakhtakor nel 1979 fino alle sconfitte nella fase finale delle qualificazioni continentali, tragedia e disappunto hanno accompagnato a lungo il calcio uzbeko. Ma ora sta per essere scritto un nuovo capitolo, visto che i Lupi Bianchi si sono assicurati il la prima storica qualificazione alla Coppa del Mondo 2026.
Fabio Cannavaro sulla panchina dei Lupi Bianchi
A guidarli non ci sarà Timur Kapadze, l'allenatore che li ha condotti alla conquista della qualificazione, ma Fabio Cannavaro. Annunciandone la nomina, l’Ufa ha sottolineato di aver considerato soprattutto la carriera da calciatore dell’ex campione del mondo come fattore determinante per la scelta.
Per Cannavaro, 52 anni, si tratta della seconda esperienza alla guida di una nazionale, dopo la breve parentesi con la Cina nel 2019, durata appena 52 giorni. E così, vent'anni dopo aver alzato la Coppa del Mondo per l'Italia all'Olympiastadion di Berlino, l'ex capitano della Nazionale sarà di nuovo protagonista della massima rassegna calcistica, questa volta da allenatore. Attorno a lui uno staff tutto azzurro, dal fratello Paolo come assistente all’ex estremo difensore Antonio Chimenti come preparatore dei portieri, fino allo storico medico della nazionale italiana Enrico Castellacci, l’ultimo arrivato.












