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Salvatore Riggio

Per il piccolo Isfandiyor la delusione si è trasformata in un’emozione indimenticabile quando è stato ricevuto nel quartier generale della sua Nazionale

Nel calcio passare dal paradiso all’inferno è questione di novanta minuti, specialmente se sei un giovanissimo tifoso dell’Uzbekistan e ti ritrovi catapultato nel mitico Stadio Azteca di Città del Messico, lo stesso della gara del secolo tra Italia e Germania Ovest vinta dagli azzurri ai supplementari per 4-3 nel 1970. Il sogno del debutto assoluto nella Coppa del Mondo, la classica atmosfera delle grandi occasioni e poi la dura realtà del campo: un 3-1 senza sconti firmato dalla Colombia. È in quel momento che le telecamere e i social hanno intercettato un’immagine che ha sciolto il cuore del pianeta: un bambino uzbeko, scoppiato in un pianto inconsolabile, mentre stringeva a sé una replica della Coppa del Mondo.

A rendere il momento magico, però, ci hanno pensato i sostenitori colombiani seduti accanto a lui. Invece di festeggiare la vittoria, hanno circondato il piccolo, improvvisando cori per i «Lupi Bianchi» dell’Uzbekistan. Un momento di pura sportività che ha fatto rapidamente il giro del web. Non è finita qui. Le favole più belle hanno sempre un secondo tempo. Per il piccolo Isfandiyor – questo il nome del giovane tifoso – la delusione si è trasformata in un’emozione indimenticabile direttamente nel quartier generale della sua Nazionale, impegnata a preparare il match contro il Portogallo.