La rivoluzione digitale all’interno della macchina pubblica sta per compiere un passo significativo. Fino ad ora il cittadino ha dovuto per lo più interfacciarsi sul portale del proprio Comune o di un ministero con un classico chatbot: finestre pop-up pronte a rispondere a domande preimpostate, spesso limitandosi a reindirizzare l'utente verso una guida testuale o un link secondario. Tuttavia lo scenario sta cambiando radicalmente grazie all’ingresso nell'era della cosiddetta Agentic AI (l'intelligenza artificiale agentica). Sistemi evoluti che non si limitano a rispondere, ma sono progettati per compiere azioni complesse in totale autonomia per conto dell'utente.
Dal risponditore all'assistente esecutivo
Il vero punto di svolta risiede nel superamento della passività tecnologica. Se il chatbot tradizionale richiede al cittadino di leggere le istruzioni e poi compilare manualmente un modulo, l’agente autonomo dialoga con l'utente, raccoglie le informazioni necessarie nel corso di una conversazione naturale e poi compila e invia l'istanza autonomamente, interfacciandosi direttamente con i database pubblici.
Le applicazioni pratiche toccano la quotidianità di milioni di persone. È il caso dell’incrocio delle scadenze fiscali e previdenziali (sistemi in grado di analizzare la situazione del cittadino, ricordargli un pagamento e, previo consenso, disporlo); gestione della burocrazia familiare (richiesta di bonus, iscrizioni scolastiche o cambi di residenza gestiti interamente dall'algoritmo); supporto interno ai dipendenti pubblici, ad esempio per elaborare pratiche complesse in tempi ridotti, riducendo drasticamente le liste d'attesa.








