C’è una scena che molti RTD dei comuni italiani conoscono bene. È il pomeriggio di un giovedì, hai appena finito un webinar su come l’AI generativa sta rivoluzionando i servizi pubblici. Il relatore ha mostrato chatbot che rispondono ai cittadini in linguaggio naturale, agenti che processano pratiche edilizie in automatico, strumenti che analizzano anni di delibere in pochi secondi. Torni in ufficio con la mente piena di possibilità.Poi apri il gestionale.Il gestionale non ha API. I dati dell’anagrafe sono in un formato proprietario che nessuno sa più leggere. Il collega che sapeva qualcosa di digitale è andato in pensione a marzo. Il budget ICT è quello di tre anni fa, congelato. E soprattutto, non hai nessuno a cui telefonare domani mattina per capire da dove iniziare.L’AI non manca. Mancano le condizioni per usarla.Non è una questione di volontà o di visione. È una questione di infrastruttura, organizzazione, cultura e sistema. Nei miei lavori con i comuni del territorio cremasco e lombardo, ho provato a mappare sistematicamente questi ostacoli. Il risultato è una lista di dieci nodi, dieci cause strutturali che rendono l’adozione dell’AI nella PA locale un percorso a ostacoli invece che una trasformazione progressiva.Li presento qui, raggruppati per livello. Non come una lista della spesa, ma come un framework diagnostico: prima di comprare qualsiasi strumento AI, vale la pena chiedersi quanti di questi nodi il proprio comune è in grado di sciogliere.Indice degli argomenti