Secondo i dati dell’Unicef, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, i minori costituiscono quasi il 15% dei casi di Ebola confermati e il 25% dei decessi. Oltre 3 milioni i bambini e gli adolescenti esposti ai rischi dell’epidemia.
Secondo i dati Unicef, i minori costituiscono quasi il 15% dei casi di Ebola confermati e il 25% dei decessi nelle 31 zone sanitarie della Repubblica Democratica del Congo colpite dall’epidemia
Con oltre 1.000 casi confermati al 22 giugno, l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) rappresenta una grave minaccia per i bambini. Secondo i dati Unicef, i minori costituiscono quasi il 15% dei casi confermati e il 25% dei decessi registrati nel Paese. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, quasi 3 milioni di bambini e adolescenti che vivono nelle 31 zone sanitarie colpite dall’epidemia sono esposti ai rischi dell’Ebola e del collasso dei servizi essenziali.
“I minori con diagnosi confermata di Ebola hanno quasi il doppio delle probabilità di morire rispetto agli adulti” spiega l’Unicef, sottolineando l'impatto sproporzionato dell'epidemia sui più giovani. I bambini tra Ebola, conflitto e collasso dei servizi essenziali Nelle zone sanitarie colpite dall’epidemia nell’est della Repubblica Democratica del Congo, i bambini affrontano conseguenze che vanno oltre il rischio di infezione. Nella provincia di Ituri, epicentro dell’epidemia, l’Unicef sta supportando l’assistenza di 135 bambini rimasti orfani a causa dell’Ebola, con supporto psicosociale, accesso ai servizi sociali essenziali e soluzioni di accoglienza alternative. L’Agenzia ha inoltre sostenuto l’apertura di un asilo nido destinato ai neonati e ai bambini piccoli separati temporaneamente dai genitori o da chi si prende cura di loro durante il trattamento nei centri per l'Ebola. L’apertura di altre due strutture è prevista a breve.











