Cresce la preoccupazione internazionale per la diffusione dell'ebola nell'Africa Centrale. Secondo l'ultimo allarme lanciato dall'Unicef mentre i casi confermati a livello mondiale hanno raggiunto quota mille, sono circa 2,95 milioni i bambini e gli adolescenti sotto i 18 anni esponenti alle conseguenze dell'epidemia nella parte orientale in Repubblica Democratica del Congo.I minori rappresentano il 54% della popolazione delle 31 zone sanitarie colpite dal virus e rischiano non solo il contagio diretto, ma anche gli effetti del progressivo collasso dei sevizi essenziali, tra cui assistenza sanitaria, istruzione e protezione sociale. I dati raccolti fino al 19 giugno mostrano che i bambini costituiscono circa il 15% dei casi confermati di Ebola. Ancora più allarmante è il dato relativo alla mortalità, oltre un quarto dei decessi confermati riguarda infatti persone sotto i 18 anni.L'emergenza sta lasciando delle profonde conseguenze anche sul piano sociale. Nella sola provincia dell'Ituri, una delle aree maggiormente colpite, oltre 130 sono rimasti orfani a causa della malattia. Molti di loro, si trovano in condizioni di estrema vulnerabilità, privi di assistenza famigliare e con accesso limitato ai servizi di supporto.La situazione sta provocando preoccupazione oltre i confini congolesi. In Uganda sono stati confermati 20 casi di Ebola e due decessi tra gli adulti. Le autorità italiane hanno anche segnalato un caso di un bambino, mentre altre 19 persone sono sotto osservazione per monitorare eventuali sintomi.L'Unicef sottolinea la necessità di rafforzare gli interventi sanitari e umanitari nelle aree interessate, garantendo cure mediche, vaccinazioni, supporto psicologico e protezione ai minori coinvolti. L'organizzazione avverte che senza un'azione rapida e coordinata, il numero di bambini colpiti direttamente o indirettamente dall'epidemia potrebbe aumentare nei prossimi mesi.
Ebola, i casi nel mondo raggiungono quota mille: quasi 3 milioni di bambini a rischio nella Repubblica Democratica del Congo
L'allarme dell'Unicef. I minori rappresentano il 54% della popolazione delle 31 zone sanitarie colpite dal virus e rischiano non solo il contagio diretto, ma an















