Al contrario di quanto si pensi, non è una antica tradizione ma nasce per rendere omaggio ai vichingi e ai loro drakkar, le imbarcazioni con cui i norvegesi conquistarono le terre dei mari del Nord

Una antica tradizione norvegese? No, un’idea nata prendendo spunto dalla celebre Thunder Clap che rese famosa l’Islanda agli Europei del 2016. Questa è la genesi della viking row, la remata vichinga che in pochi giorni è diventata uno dei simboli del Mondiale 2026. Dagli spalti degli stadi agli scranni del parlamento, fino al campo da gioco e perfino a Time Square, tutti i norvegesi in patria o in trasferta stanno mettendo in atto questa spettacolare coreografia. E sui social è scattata la ricerca delle sue origini. Ma non c’è traccia di una tradizione, piuttosto si tratta di una innovazione che – come molti norvegesi sostengono su Reddit – è nata guardando i “cugini” islandesi, che nel 2016 erano diventati “virali” con il loro applauso ritmato.

Un omaggio alle radici vichinghe della Norvegia

Le immagini dei tifosi norvegesi che ovunque – sulle scale mobili, allo stadio, per strada e a Time Square – stanno simulando la remata viking sono diventate già un simbolo di questi Mondiali. Un gesto che rende omaggio alla loro tradizione vichinga: la remata collettiva richiama infatti i drakkar, le imbarcazioni con cui i vichinghi norvegesi attraversarono il Nord Atlantico tra l’VIII e l’XI secolo, raggiungendo la Groenlandia, il Nord America e l’Islanda. Secondo le fonti storiche e le saghe nordiche, infatti, primi insediamenti permanenti in Islanda risalgono alla fine del IX secolo. La data tradizionalmente indicata è l’874 d.C., quando il capo vichingo Ingólfur Arnarson si stabilì nell’area dove oggi sorge Reykjavík.