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di Federico Lo Giudice

23 Giugno 2026, 12:06

C’è un’immagine che più di altre sta accompagnando il cammino della Norvegia ai Mondiali: migliaia di tifosi che, compatti sugli spalti, simulano il movimento dei rematori di una nave vichinga, scandendo cori sempre più forti e coinvolgenti. È la cosiddetta «vogata vichinga», un rituale spettacolare che negli ultimi anni è diventato uno dei simboli più riconoscibili del tifo norvegese e che, durante questa edizione del torneo, ha finito per contagiare anche i protagonisti in campo.

La scena è ormai familiare. I sostenitori si dispongono in file serrate, si piegano in avanti e all’indietro all’unisono, come se stessero spingendo i remi di un antico drakkar attraverso le acque del Mare del Nord. Il movimento è accompagnato da un coro ritmato che cresce progressivamente d’intensità fino a trasformarsi in una vera e propria esplosione di entusiasmo. Un richiamo diretto all’immaginario vichingo che da secoli accompagna la storia e l’identità della Norvegia.